La cura dello sguardo
Il 15 maggio 2026, a Perugia, si è svolto l’incontro interregionale del Centro Italia di YOUng Caritas, una giornata intensa di formazione, confronto e condivisione che ha riunito giovani volontari, operatori e referenti delle diocesi di Roma, Firenze, Lucca e Perugia.
Tema centrale dell’incontro è stato il laboratorio formativo “La cura dello sguardo”, guidato dalla dott.ssa Simona Bianconi, che ha accompagnato i partecipanti in una riflessione sul modo in cui guardiamo le persone che incontriamo ogni giorno nei servizi Caritas. Nel lavoro quotidiano, infatti, il rischio è quello di lasciarsi trascinare dalla routine, dalla fretta e dall’urgenza, fino a vivere il servizio in maniera automatica, senza riuscire più a cogliere davvero l’unicità dell’altro.

La formazione ha messo al centro il tema dei pregiudizi e delle percezioni: spesso, infatti, ciò che vediamo non dipende soltanto dalla realtà dell’altro, ma anche dal nostro modo di interpretarla. Per questo la relazione diventa fondamentale: solo entrando in un rapporto autentico con le persone è possibile superare pian piano schemi e giudizi precostituiti.
Si è parlato anche del valore dell’empatia e del lavoro di équipe. Se da una parte l’empatia aiuta a mettersi nei panni dell’altro, dall’altra il confronto tra più sguardi permette di comprendere meglio la complessità delle situazioni e di non affrontare da soli la fatica dell’ascolto.
“Non salviamo nessuno, siamo accompagnatori e facilitatori di processi”
una delle riflessioni che più ha colpito i presenti. Attraverso testimonianze, letture e momenti di dialogo, i giovani hanno condiviso esperienze vissute nei propri servizi. Tra gli interventi emersi, quello sul rischio di avere uno “sguardo stanco”, incapace di accogliere il nuovo quando mancano tempo, cura reciproca e spazi di relazione autentica.
La giornata è proseguita con la visita alla Cittadella della Carità di Perugia, dove i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino alcuni servizi della Caritas diocesana, tra cui la mensa, l’emporio, le accoglienze e la City Farm.
Nel pomeriggio, i gruppi YOUng delle diverse diocesi hanno condiviso il proprio percorso attraverso attività laboratoriali e momenti di confronto. Sono emerse esperienze molto diverse ma accomunate dagli stessi bisogni: creare relazioni significative, trovare tempo per stare insieme, coinvolgere altri giovani e costruire spazi di partecipazione autentica.
Da Lucca sono arrivati racconti di incontri interculturali, percorsi di orientamento e momenti di scambio tra ragazzi e ragazze di età diverse. Roma ha condiviso l’esperienza dei campi giovani, dei servizi notturni e delle attività nate per costruire una maggiore consapevolezza del ruolo dei giovani all’interno della Caritas. Firenze ha raccontato iniziative creative e culturali come gruppi di lettura, podcast, laboratori e percorsi europei di confronto tra giovani. Perugia, invece, ha sottolineato l’importanza dei momenti informali, delle cene condivise e delle attività costruite valorizzando capacità e passioni di ciascuno.
Tra le difficoltà emerse ci sono la mancanza di tempo, di spazi di ritrovo e la fatica di mantenere continuità nei percorsi. Ma accanto a queste, è emersa anche una forte volontà di continuare a costruire esperienze capaci di mettere al centro le relazioni, la partecipazione e la cura reciproca.
L’incontro si è concluso con uno sguardo rivolto al futuro dei percorsi YOUng Caritas: un cammino ancora in evoluzione, ma già ricco di esperienze, legami e desiderio di esserci. Perché avere cura dello sguardo significa, prima di tutto, scegliere ogni giorno di lasciarsi interrogare dall’incontro con l’altro.


