31 Agosto 2026

Mediterraneo di pace per un mondo di pace

Un titolo che, nonostante le guerre e le tante ferite presenti nel nostro Mediterraneo, abbiamo scelto di vivere come una sfida, ma soprattutto come una promessa comune

Cosa succede nel Mediterraneo? Oltre ad essere attraversato da intensi flussi migratori, il Mediterraneo sta vivendo una fase di forti tensioni geopolitiche. In particolare, il bacino orientale, che comprende Paesi come Libano, Siria e Israele, rimane un’area segnata da conflitti e instabilità. Il Mediterraneo viene spesso definito come un “continente liquido” o un’“interfaccia”: un luogo che non rappresenta solamente un confine tra terre diverse, ma anche uno spazio di incontro e di confronto tra popoli, culture e storie differenti.

È proprio da questa idea che nasce la Carta di Leuca, un’esperienza che ogni anno riunisce giovani provenienti da diverse sponde del Mediterraneo per trasformare questo mare, spesso simbolo di divisioni e conflitti, in uno spazio di dialogo e di pace. Dal 10 al 14 agosto, a Santa Maria di Leuca, si è svolta l’undicesima edizione della Carta di Leuca, dedicata al tema “Mediterraneo di pace per un mondo in pace”. Un titolo che, nonostante le guerre e le tante ferite presenti nel nostro Mediterraneo, abbiamo scelto di vivere come una sfida, ma soprattutto come una promessa comune. Leuca, infatti, è un luogo particolare: geograficamente si trova “ai confini della terra”, ma proprio questo suo essere un punto finale può diventare un nuovo punto di partenza.

È da qui che siamo partiti per costruire un racconto comune, fatto di incontri, ascolto e condivisione. Il primo giorno è stato dedicato soprattutto alla conoscenza. Dopo la presentazione dell’evento, abbiamo iniziato a creare il nostro gruppo attraverso attività e momenti di dialogo.

Eravamo ragazzi diversi tra noi, con esperienze, culture e storie differenti, ma fin da subito abbiamo capito che

proprio queste differenze potevano rappresentare una ricchezza.

Conoscersi è stato il primo passo per iniziare a costruire qualcosa insieme. Il secondo giorno abbiamo affrontato il tema delle “relazioni ferite” e delle differenze viste come ricchezza. Abbiamo riflettuto su quanto sia facile creare distanze tra le persone e quanto, invece, sia importante imparare ad ascoltare l’altro, anche quando non la pensa come noi o porta con sé una storia diversa dalla nostra. Abbiamo capito che parlare di pace significa prima di tutto imparare a costruirla nelle nostre relazioni quotidiane. Il terzo giorno, attraverso il tema “Tenere aperte le porte, guarire le memorie e generare speranza”, abbiamo vissuto un’attività che ci ha permesso di entrare ancora di più in contatto con le persone del luogo.

Dovevamo ricreare una ricetta tradizionale e, per farlo, abbiamo chiesto aiuto agli ospiti e alle persone che incontravamo a Leuca, cercando insieme gli ingredienti necessari. Un’attività semplice, ma che ci ha fatto capire quanto un gesto quotidiano possa diventare occasione di incontro. Chiedere aiuto, ascoltare e condividere ci ha permesso di creare relazioni con persone che, fino a quel momento, erano per noi sconosciute.

Il percorso è poi arrivato al suo momento conclusivo con la camminata da Alessano a Santa Maria di Leuca. Camminare insieme è stato un modo per vivere concretamente il nostro percorso e, passo dopo passo, arrivare alla firma della Carta di Leuca per la pace. Con quella firma abbiamo preso un impegno: quello di contribuire, nel nostro piccolo, alla costruzione della pace nel Mediterraneo, scegliendo il dialogo e l’incontro invece della divisione. L’esperienza si è conclusa all’alba, presso il Santuario di Santa Maria di Leuca, con la celebrazione della Messa presieduta dal Cardinale Pizzaballa.

Vedere sorgere il sole dopo aver camminato insieme e dopo aver condiviso riflessioni, emozioni e speranze ha dato un significato ancora più profondo a tutto il percorso. Questi quattro giorni ci hanno mostrato che

la pace non è qualcosa di lontano da noi e che non può essere costruita soltanto attraverso grandi decisioni politiche.

La pace nasce anche dai piccoli gesti: dall’ascolto, dalla conoscenza, dalla capacità di accogliere chi è diverso da noi e dal coraggio di mantenere aperte le porte. Carta di Leuca è riuscita così a trasformare il limite fisico del mare in un luogo di incontro e di speranza. Siamo tornati a casa con una promessa da mantenere: fare della diversità una ricchezza e continuare, nel nostro piccolo, a costruire un Mediterraneo di pace per un mondo in pace.