28 Maggio 2025

YOUngCaritas: una nessuna centomila

Monitoraggio e confronto per 33 Diocesi. Cinque i fili conduttori delle esperienze: una comune intuizione educativa, il protagonismo reale dei giovani, la gestione condivisa delle sfide, il bisogno di accompagnamento concreto e la forza della comunità.

YOUngCaritas: protagonismo giovanile, comunità e carità in azione. Dopo il Forum di dicembre 2024 con le 33 diocesi che avevano avviato una YOUngCaritas al loro interno, l’equipe nazionale ha avviato a Gennaio 2025 la fase dei monitoraggi: delle interviste della durata di un’ora circa in cui lasciare spazio di raccontarsi ai referenti e ai volontari delle YOUng. YOUngCaritas non è solo un progetto per i giovani, ma con i giovani: una rete viva che cresce attraverso ascolto, azione e cura del territorio. La sintesi dei monitoraggi sarà presentata durante il Forum di Firenze del 12-13 giugno 2025.

Dalla complessità dei racconti delle Diocesi, dalla diversità di modalità, composizione ed esperienze, è emerso come ci siano in realtà dei fils rouges che accomunano le diverse YOUng.

DIVERSA FORMA, STESSA INTUIZIONE!

È questo il primo filo rosso che attraversa tutte le esperienze: chi cerca un’unica definizione di YOUngCaritas rischia di perdersi il bello!

Perché non c’è un solo modo di nascere, crescere e attivarsi come gruppo YOUng; c’è invece una stessa intuizione condivisa: creare spazi in cui i giovani possano vivere la carità e non solo ascoltarla raccontare. Ogni YOUngCaritas è figlia del proprio territorio. C’è chi parte dal servizio civile, chi anima partendo dagli oratori, chi si attiva già tra i banchi di scuola, chi inizia da un’esperienza universitaria o di volontariato giovanile.

In alcune Diocesi sono gli operatori a interrogarsi e a far spazio, in altre è un gruppo di giovani a prendersi la scena. Alcuni gruppi sono più “solidi”, con ruoli e appuntamenti regolari. Altri sono “liquidi”, dove non conta tanto la forma quanto l’energia che si muove. Qualcuno si definisce in continua evoluzione, qualcuno persino “gassoso”. Ma la verità è che nessuna struttura vale più dell’intuizione che ci muove: uno spazio giovane, dove si cresce facendo, insieme. In molte realtà i giovani iniziano come volontari occasionali: mense, eventi, raccolte. Ed è un primo passo.

CHE SIANO I GIOVANI A FARE LE COSE

Dal coinvolgimento come “destinatari” al protagonismo vero. In alcune diocesi, i giovani non sono solo mani, ma anche menti e voci. Progettano, gestiscono i social, raccontano la Caritas con podcast, libri, foto, eventi, viaggi. Alcuni gruppi sono stati protagonisti di progettazione con fondi 8×1000.

È un cambio di paradigma: YOUngCaritas è un cantiere di protagonismo, dove non si chiede ai giovani di aiutare la Caritas, ma di ridisegnarla insieme.

AFFRONTARE LE SFIDE INSIEME

E spesso, anche se i contesti sono diversi, le difficoltà si assomigliano. Il terzo filo rosso ci parla proprio di questo: costanza, turnover e riconoscimento. Una delle più sentite è sicuramente quella legata all’identità: capire davvero chi siamo, cosa ci rende YOUngCaritas e come ci differenziamo da altre realtà giovanili come oratori, scout o associazioni. Non per competere, ma per evitare sovrapposizioni e confusione, e per valorizzare la nostra unicità.

A questa sfida si lega il tema del riconoscimento: trovare il nostro posto all’interno delle diocesi, costruire relazioni autentiche con le altre realtà ecclesiali, sentirci parte del cammino della Chiesa senza essere percepiti come un “corpo estraneo” o una moda passeggera.

Poi c’è la sfida forse più grande: quella della partecipazione vera. Non basta coinvolgere i giovani in qualche attività o riempire una sala: il vero salto avviene quando diventano protagonisti, quando possono decidere, progettare, raccontare, trasformare.

Un’altra questione che tocca tutti è la continuità. I giovani crescono, cambiano, si spostano: il turnover è inevitabile. Ma non è un problema da risolvere, è una ricchezza da accogliere. Proprio questa dinamicità porta idee nuove, energia, creatività. Il punto è imparare a valorizzarla, non a subirla.

E infine, la comunicazione: come dire chi siamo, cosa facciamo, perché esistiamo? Trovare linguaggi nuovi, autentici, capaci di parlare davvero ai giovani e al territorio è fondamentale. Non per fare marketing, ma per costruire connessioni vere e durature. Questo cammino, quando è condiviso, genera senso e impatto.

COS’È VERAMENTE IMPORTANTE?

Il quarto filo rosso si lega a ciò che serve davvero per far crescere YOUngCaritas: accompagnamento reale, non solo eventi. Avendo compreso ciò, allora non bastano eventi ben riusciti o slogan che suonano bene. Quello che i gruppi YOUngCaritas chiedono davvero è accompagnamento reale, continuo, fatto di presenza e ascolto. Serve una formazione concreta, che dia strumenti utili e spendibili: dalla gestione dei social alla progettazione, dall’advocacy all’animazione. Serve la possibilità di confrontarsi con chi sta vivendo esperienze simili, per imparare gli uni dagli altri attraverso lo scambio di buone prassi.

C’è bisogno anche di linee guida semplici ma chiare, che aiutino a orientarsi senza ingabbiare, come quelle nate a partire dal lavoro condiviso con Verona e YOUngCaritas Europa. E poi servono spazi per collaborare, davvero: toolkit digitali, forum online, incontri tematici. Tutto ciò che può far sentire i gruppi parte di una rete viva, dove nessuno è lasciato da solo e dove ogni esperienza, piccola o grande, ha valore. YOUngCaritas cresce se è accompagnata, se c’è cura. Non una cabina di regia rigida, ma una rete che sostiene, connette e incoraggia.

IN UNA COMUNITÀ

Il quinto filo rosso che tiene insieme tutto: la comunità non è perfetta, ma è il luogo dove si guarisce (Jean Vanier). La Caritas non è solo un servizio, è una comunità che cura. E YOUngCaritas è il segno che questa comunità è viva, che sa rinnovarsi, che sa parlare con linguaggi nuovi senza perdere la sua anima.

YOUngCaritas non è una sezione “giovani” della Caritas, ma è una visione.

Una strada che tutta la Caritas è chiamata a percorrere: quella del protagonismo, dell’ascolto, dell’azione condivisa. YOUngCaritas è una sentinella sul territorio. Guarda avanti, ma con i piedi per terra. E continua a chiedersi: cosa possiamo fare, insieme, per prenderci cura del mondo?