26 Maggio 2022

Carità e nonviolenza, dal micro al macro

Per promuovere e costruire pace vanno evitati tre pericoli: l'ideologia, la demagogia e l'utopia.

«La pace è un bene indivisibile: perché essa deve essere promossa a tutti i livelli nella nazione, nelle comunità locali, nelle famiglie, nel cuore dell’uomo» ricordava Mons. Giovanni Nervo, primo Presidente e fondatore di Caritas Italiana. E aggiungeva che per essere veramente costruttori di pace si devono evitare tre pericoli: di legare la costruzione della pace all’ideologia, di ridurla a demagogia, e di relegarla nell’utopia.
La pace è quindi una condizione, un legame che ha bisogno di essere pensato, preparato e costruito.


“Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali” auspicava papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2017. Certo, tutto questo chiede di mettere in atto con urgenza ‘correzioni di rotta’ sulle scelte, gli stili di vita, l’uso delle risorse economiche e ambientali, del nostro tempo e del nostro stare in relazione ogni giorno con tanti volti e storie che sollecitano prossimità.


Può essere anche questo un ‘segno dei tempi’ da leggere e interpretare per camminare dentro un serio accompagnamento educativo, soprattutto a servizio di e con i più giovani.