27 Dicembre 2021

Fellini diffuso, Quirinale digitale

Museo sul maestro riminese, su Srebrenica il miglior film europeo, la comunicazione dei sordociechi, il “Palazzo degli italiani” visitabile on line

CINEMA. Omaggio a Fellini, completato il “Museum” diffuso
Fellini visionario, Fellini leggendario, Fellini geniale: il regista icona del cinema italiano (e non solo), ha finalmente un museo a lui dedicato. Il Fellini Museum è infatti stato completato ed è visitabile dal 12 dicembre. La nuova sede è il leggendario cinema Fulgor di Rimini (città natale di Fellini), nel settecentesco Palazzo Valloni. Qui il bambino Fellini vide, sulle ginocchia del papà, il suo primo film, Maciste all’inferno, e in seguito passò nella sala cinematografica molte ore, affascinato dalla settima arte.

Il Fulgor completa il museo diffuso dedicato dalla città al regista, dopo Castel Sismondo e Piazza Malatesta. Nell’ex Fulgor oggi si trova il Fondo Federico Fellini del comune di Rimini – lettere e disegni del regista –, mentre al secondo piano è stata allestita la “Stanza delle parole”, dove si ascoltano testimonianze sonore. Il nuovo spazio è stato inserito dal Ministero della Cultura tra i grandi progetti nazionali dei beni culturali.


CINEMA. Tra letteratura e politica, Lussu riletto in digitale
Lussu, diretto da Fabio Segatori, è un documentario che racconta la vita dell’autore del romanzo Un anno sull’altopiano. Emilio Lussu nel suo libro partiva dalla sua esperienza di soldato nel primo conflitto mondiale, per costruire una vera e propria requisitoria contro tutte le guerre. Il regista Segatori ha ripercorso le tappe della vita avventurosa e politicamente impegnata dell’intellettuale sardo: dalla guerra in trincea sull’altopiano di Asiago fino alla fondazione del Partito Sardo d’Azione, l’elezione in Parlamento, il confino sull’isola di Lipari imposto dal fascismo, la fuga in Francia nel 1929 insieme a Carlo Rosselli, la fondazione nella capitale francese di Giustizia e Libertà. Rientrato a Roma dopo il 1945, Lussu diventerà ministro nei governi Parri e De Gasperi, ma nel giro di breve tempo abbandonerà la politica, deluso da quella che racconterà come una caduta dei valori etici per i quali aveva combattuto. Di Lussu, il regista racconta anche la vita privata, a cominciare dal grande amore con la partigiana, scrittrice e attivista per i diritti delle donne Joyce Salvadori. Il film si caratterizza anche per la tecnica digitale con cui l’autore ha inserito gli attori ripresi in studio dentro un contesto d’epoca, composto da grazie a immagini di repertorio tratte da archivi internazionali (l’Imperial War Museum e lo Steven Spielberg Film & Video Archive).


CINEMA. Aida nell’orrore di Srebrenica, miglior film europeo
Il racconto del massacro di Srebrenica Quo vadis Aida?, della regista bosniaca Jasmila Zbanic, è il miglior film europeo del 2021. Ha vinto il primo premio alla 34ª edizione degli Efa, gli European Film Awards. È la storia di una donna, traduttrice coraggiosa, che lavora per l’Onu e che cerca di salvare la sua famiglia dal massacro di Srebrenica, la pagina più nera del tremendo conflitto nella ex Jugoslavia. Candidato all’Oscar, il film è stato decretato miglior lungometraggio anche alla 9ª edizione del Vittoria Peace Film Festival di Ragusa. Jasmila Zbanic ha dedicato il suo lavoro alle madri di Srebrenica, che hanno trovato un modo di costruire la pace in un paese distrutto dalla guerra: «Spero che questo premio ispiri nuove registe e nuove storie femminili. Noi come registi abbiamo la responsabilità di dare al nostro pubblico la verità. Può essere difficile e non redditizio. Ma è il nostro dovere».


DOCUMENTARI. Vicino a me, comunicazione senza confini
Un documentario che esplora le infinite possibilità della comunicazione umana. Quando tu sei vicino a me è l’opera di di Laura Viezzoli. Ed è anche un verso della celebre canzone Il cielo in una stanza di Gino Paoli, cantata inizialmente da Mina, ma oggi anche da Milena, uno degli ospiti della Lega del filo d’oro, punto di riferimento per la riabilitazione e la valorizzazione di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. La regista ha vissuto molti momenti in una comunità del Filo d’oro per circa un anno, e ha scoperto come il linguaggio verbale sia solo una delle infinite possibilità che l’essere umano ha per esprimersi. Nell’arco di quattro stagioni, sette ospiti del centro della Lega del Filo d’Oro di Osimo (Ancona) hanno accompagnato la regista in un viaggio singolare, caratterizzato da una straordinaria concentrazione di linguaggi diversi, in cui si usa prevalentemente il tatto e, alla distanza di una mano, ci si scambia informazioni, si litiga, si impara, si scherza. A dispetto dei limiti fisici, una intensa vita affettiva e comunicativa.


MOSTRE. A Milano le opere migliori del World Press Photo 2021
Fino al 9 gennaio la Fondazione Sozzani, a Milano, ospita la mostra dedicata al World Press Photo 2021, uno dei più prestigiosi premi di fotogiornalismo. Nell’edizione 2021 sono stati esaminati 74.470 scatti, provenienti da 4.315 fotografi di 130 paesi, e premiati 45 autori in 8 diverse categorie.

The First Embrace, foto dell’anno 2021

I due premi più importanti, ovvero World Press Photo Story of the Year e il World Press Photo of the Year, sono stati vinti da Mads Nissen e da Antonio Faccilongo. Il primo ha vinto la foto dell’anno con The First Embrace, l’immagine di un’anziana abbracciata per la prima volta dopo cinque mesi attraverso una tenda di plastica durante la pandemia da Coronavirus. L’italiano Faccilongo, romano, classe 1979, ha ricevuto il premio “Storia dell’anno” per il racconto della resilienza del popolo palestinese, attraverso foto che non mostrano il conflitto ma le difficoltà che i palestinesi devono affrontare quotidianamente per vivere. Un altro italiano, Lorenzo Tugnoli, ha ricevuto il premio per la categoria Spot News – Stories per il suo reportage Port Explosion in Beirut, che documenta la devastante esplosione che ha scosso la capitale libanese il 4 agosto 2020, uccidendo 214 persone.


DIGITALE. Il Quirinale, immersione nell’arte e nella storia
Il Palazzo del Quirinale è protagonista di un progetto della piattaforma digitale Google Arts & Culture, grazie alla quale, dal 17 dicembre, è possibile visitare, per tutti, gratuitamente, l’edificio della Presidenza della Repubblica direttamente da pc, tablet e smartphone. Ci hanno lavorato oltre un anno più di 30 esperti, tra ingegneri e tecnici.

Il video permette al pubblico circa 100 chilometri di percorsi digitali del palazzo e della tenuta di Castelporziano. Inoltre, si possono vedere 13 opere d’arte digitalizzate per la prima volta e catturate in altissima definizione, 60 storie digitali create ad hoc (articolate in 4 percorsi tra funzioni, storia e architettura, collezioni e natura) e più di mille immagini del Palazzo e della tenuta presidenziale. I contenuti sono in italiano e in inglese. È un’esperienza immersiva, che consente al visitatore di esplorare ogni angolo del palazzo, ma anche di affacciarsi idealmente da una delle finestre da cui si gode una vista fra le più belle di Roma.