Acqua e sostegno a donne e disabili
AFRICA
BENIN | Natitingou: Costruzione di un pozzo d’acqua potabile
Questo progetto mira a ripristinare e ampliare il servizio pubblico di acqua potabile nella regione di Tobré, in Benin, dove non è disponibile alcuna fonte di acqua potabile. La comunità di Tobré conta circa 2.500 abitanti. Ci sono tre pozzi tradizionali e una diga, che purtroppo si prosciugano da fine dicembre a giugno. La stagione secca è il momento in cui trovare una tanica da 25 litri d’acqua diventa un vero calvario. L’intera popolazione fa affidamento sugli unici due pozzi situati presso la clinica e la scuola primaria. Questa situazione è fonte di notevoli conflitti e le donne possono trascorrere gran parte della giornata alla ricerca di acqua, che ammonta a soli 15-20 litri per l’intera famiglia. È in questo contesto di grave carenza idrica che la Parrocchia di Tobré chiede un finanziamento per la costruzione di una piccola torre idrica e attrezzare il pozzo, esistente ma non funzionante, per fornire acqua corrente e potabile alla popolazione locale durante tutto l’anno.
- Costo: 4.700 euro | Causale MP 4/26 BENIN
RWANDA | Cyangugu: Attività generatrici di reddito per giovani con disabilitàn pozzo d’acqua potabile
Il microprogetto si rivolge a 25 giovani con disabilità fisiche che hanno ricevuto una formazione professionale di breve durata presso i centri della diocesi di Cyangugu. Le persone con disabilità affrontano continuamente sfide a causa dell’esclusione da vari servizi e della discriminazione sociale. L’obiettivo principale di questo microprogetto è di migliorare le loro condizioni di vita dandogli concrete opportunità di lavoro. Questi giovani diplomati possiedono conoscenze teoriche e pratiche, ma la loro esperienza nell’inserimento nel mondo del lavoro è ancora da valutare. Hanno imparato a cucire e a fare le scarpe in un breve lasso di tempo (6 mesi). Nonostante il successo di questa iniziativa formativa, la sfida principale è che il progetto in corso non prevedeva misure per l’inserimento dei partecipanti nel mercato del lavoro, essenziale per la loro autosufficienza economica. Per rispondere a queste esigenze significative e integrare efficacemente questi giovani nel mercato del lavoro, Caritas Cyangugu si rivolge a Caritas Italiana per l’acquisto di attrezzature di base che consentano ai giovani con disabilità che hanno completato la formazione professionale di iniziare la loro carriera intraprendendo una formazione avanzata e acquisendo esperienza pratica nel mestiere prescelto. Ciò richiederà attrezzature per allestire i loro laboratori, poiché lavoreranno in associazioni. Inizialmente, questo microprogetto sosterrà 25 giovani per l’apertura di tre laboratori (un laboratorio di cucito e due laboratori di calzoleria) in diverse località della diocesi di Cyangugu (parrocchie di Hanika, Mushaka e Nyamasheke). I tre laboratori saranno attrezzati con macchina da cucire e da calzoleria ordinaria, macchina da ricamo, levigatrice e altri accessori (forbici, taglierini, pelle, bottoni, fili, olio per macchine).
- Costo: 4.900 euro | Causale MP 13/26 RWANDA
AMERICA LATINA
ECUADOR | Guaranda: Prevenzione della malnutrizione infantile
In Ecuador, la provincia di Bolivar presenta una delle più alte percentuali di malnutrizione cronica del paese. La malnutrizione infantile è una problematica che influisce non solo sullo sviluppo fisico ma anche cognitivo, con conseguenze a lungo termine. Nella zona rurale della parrocchia di Salinas questo fenomeno peggiora a causa delle lunghe distanze da percorrere per accedere ai mercati ortofrutticoli e, di conseguenza, la comunità è obbligata a dipendere da colture di bassa qualità nutrizionale, come mais e patate, senza un apporto equilibrato di proteine e vitamine essenziali. I centri di salute comunitari sono scarsi e spesso non dispongono delle risorse necessarie per rispondere alle emergenze e alle patologie comuni. La mancanza di vaccinazioni, la poca disponibilità di acqua potabile e l’insufficiente educazione sanitaria contribuiscono alla proliferazione di patologie respiratorie, intestinali e altre malattie che colpiscono principalmente i minori. Il microprogetto, richiesto dalla Fundacion Familia Salesiana Salinas (istituzione privata con finalità sociali che investe le proprie risorse ed esperienze per lo sviluppo delle comunità del territorio di Salinas de Guaranda), tramite la Fondazione Giuseppe Tovini di Brescia, ha come obiettivo contrastare l’insicurezza alimentare, soprattutto nei minori e nelle donne in gravidanza, tramite alcune attività mirate. Sono già state individuate, insieme al centro della salute, 25 famiglie con minori e/o donne in gravidanza, affette da malnutrizione. Ogni famiglia riceverà mensilmente una cesta alimentare composta da prodotti agroecologici, oltre a visite mensili di medici incaricati del centro della salute. Inoltre, saranno individuati e preparati i terreni delle famiglie per la creazione di orti agroecologici con la distribuzione delle sementi per l’orto e delle piante medicinali, con il controllo ed il supporto tecnico per assicurare pratiche ecologiche e sostenibili. Saranno costruite e distribuite delle gabbie per iniziare un allevamento, con la consegna iniziale di alcune specie (5 polli per ogni famiglia). Infine, saranno organizzati incontri di formazione sull’igiene e sulla prevenzione per le madri delle famiglie beneficiarie, sulla corretta alimentazione e ricette sostenibili (utilizzando i prodotti agroecologici degli orti), sull’agroecologia (concimi organici, controllo biologico, rotazione delle colture) e sulla corretta gestione e crescita delle specie da allevamento.
- Costo: 4.850 euro | Causale MP 18/26 ECUADOR
ASIA
BANGALDESH| Mymensingh: Sostegno alle donne indigene Garodella malnutrizione infantile
Il microprogetto, richiesto da Caritas Bangladesh, ha come obiettivo sostenere le donne indigene Garo della parrocchia di Pirgacha, nella diocesi di Mymensingh, rivitalizzando la tradizionale tessitura a mano e promuovendo la conservazione culturale attraverso opportunità di sostentamento sostenibili. Il microprogetto si svolgerà nella cittadina di Madhupur, abitata principalmente da comunità indigene Garo. Le donne indigene Garo, soprattutto quelle povere, vedove o emarginate, sono le più vulnerabili e faticano a sostenere le proprie famiglie a causa del basso reddito e delle scarse opportunità economiche. Il progetto porterà benefici diretti a 26 donne (15 tessitrici già esistenti e 11 nuove partecipanti), migliorando le loro competenze di tessitura, la produttività e il reddito. Indirettamente, circa 250 membri della comunità, tra cui familiari e consumatori locali, beneficeranno di un reddito familiare più elevato, dell’accesso a indumenti tradizionali e di un’identità comunitaria più forte. Le attività previste prevedono la ristrutturazione delle sale di tessitura e tintura (pittura, ventilazione, illuminazione); l’acquisto e l’installazione di macchine per tessere e accessori (telai, strumenti per la filatura e kit di manutenzione); l’acquisto di materiali per la tessitura; 5 giorni di formazione pratica per le 26 tessitrici sulle tecniche di tessitura, la combinazione dei colori, la progettazione dei modelli e la finitura dei prodotti; 2 giorni di formazione su gestione e marketing per rafforzare le capacità organizzative e di tenuta dei registri. È infine previsto un incontro di sensibilizzazione della comunità per promuovere le tradizioni tessili indigene Garo e incoraggiare la partecipazione della comunità al marketing e all’uso dei prodotti.
- Costo: 4.800 euro | Causale MP 1/26 BANGLADESH
UNO DEI MICROPROGETTI REALIZZATI: MP 23/25 | MOZAMBICO | Ristrutturazione casa di accoglienza per ex-detenuti

Pandocheion: casa che accoglie tutti, dal greco pan (tutti) e oikos (casa). É il nome di una casa ristrutturata per accogliere ragazzi, ex-detenuti che, avendo già frequentato un corso di formazione professionale, hanno bisogno di un appoggio prima di iniziare a lavorare, nei dintorni o nei propri villaggi o città di provenienza. L’adiacente Casa della Misericordia rappresenta il primo step per questi ragazzi, dove il percorso non è solo professionale, ma umano e di fede per ridare loro dignità. Finiti i corsi di formazione professionale per il reinserimento economico, però, a volte bisogna aspettare che arrivi il lavoro e Pandocheion dà la possibilità di non ritornare in mezzo alla strada. Nel frattempo, i giovani ospitati aiutano nelle attività di sostentamento dell’altra casa, come l’allevamento delle galline. «Ho percorso un sentiero pieno di buio e di sbagli, ma ho imparato al Pandocheion che c’è sempre la possibilità di un nuovo inizio, come l’alba che spazza le ombre della notte», Diofo, 22 anni, uno dei ragazzi della casa, è entusiasta del corso di carpentiere che ha appena finito ed anche di prendersi cura delle galline in questo momento. «Io torno a casa con un kit che mi hanno regalato da carpentiere appena finito il corso: a casa mi aspettano e mi aspetta già un lavoro. Mi sono fermato qui alla Pandacheion giusto per organizzare il mio viaggio di ritorno. È stata una benedizione, non avrei saputo dove andare», racconta Fenias di 20 anni. Il sorriso di entrambi parla più di mille parole.


