Giustizia riparativa
Un libro (Il paradigma della giustizia riparativa. Un cammino per le comunità cristiane, EDB) che vuole parlare alle persone, ai territori e alle comunità che intendono interrogarsi su come sia possibile, oggi, “vivere riparativamente”. Facendo della giustizia riparativa uno stile di vita.
Ce lo facciamo raccontare dalla curatrice, Cinzia Neglia, che per Caritas Italiana segue i temi legati alla giustizia.
Cinzia Neglia, come possiamo definire la giustizia riparativa o “restorativa”?
Possiamo definirla utilizzando quanto afferma il Forum Europeo della giustizia riparativa che ci dice che “la giustizia riparativa è un approccio volto a fronteggiare il danno o il rischio di danno coinvolgendo tutte e tutti coloro che ne sono toccati per raggiungere un’intesa comune e un accordo su come il danno o il torto può essere riparato e giustizia ottenuta”.
La Giustizia riparativa non separa le persone non allontana “quelle percepite come una minaccia, i processi riparativi ripristinano protezione e sicurezza proprio riunendo le persone così da annullare l’ingiustizia, riparare il danno subito e alleviare la sofferenza attraverso il dialogo e l’intesa. La giustizia riparativa è appropriata ed efficace nei contesti di giustizia, sicurezza, peace building, educazione, sviluppo sociale, sostegno familiare, diritti e benessere di bambine e bambini, così come nella vita organizzativa e comunitaria”.
Potremmo dire in breve che è un ricucire le relazioni, coinvolgendo tutte le persone coinvolte da un danno, un illecito, chi il danno l’ha compiuto, chi l’ha subito, in modo diretto o indiretto, la comunità in cui l’evento dannoso è accaduto.
Perché la giustizia riparativa è una cosa che interessa la Caritas?
La giustizia riparativa interessa Caritas perché i valori della giustizia riparativa sono sovrapponibili a quelli di Caritas: la centralità della persona, l’ascolto, il rispetto della dignità umana, la solidarietà, il coinvolgimento della comunità, il non identificare la persona con il suo errore rendono la giustizia riparativa un paradigma che, oltre a condividerne i valori, può divenire strumento dell’impegno di Caritas.
Perché questo libro nella collana Caritas/EDB “abitare il cambiamento”?
Questo libro vuole essere proprio questo, una modalità in più per diffondere il paradigma della giustizia riparativa mettendo insieme elementi teorici per conoscerla, con testimonianze di realtà che, in modo differente, perché il rispetto delle diversità di luoghi e persone è fondamentale, hanno proposto e vissuto percorsi riparativi. Abbiamo, negli anni passati, come Caritas Italiana, approfondito e sperimentato il paradigma in diversi territori prima di pensare ad una pubblicazione che in parte le racconta. Il testo offre non solo riflessioni ma anche indicazioni, spunti, elementi di concretezza, indicazioni pratiche per chi, speriamo in tanti, voglia far suo il paradigma.

Qual è il ruolo della comunità in un percorso di giustizia riparativa?
È fondamentale, e sappiamo come la comunità è e deve essere centrale nell’impegno animativo di Caritas.
Affinché possano essere realizzati percorsi riparativi è indispensabile una comunità che non giudica, che si mette in ascolto, disposta a superare i pregiudizi e capace di incontrare l’altro a prescindere dai suoi errori.
La giustizia riparativa ha bisogno non solo di una comunità che non esclude, ma che si coinvolga, disposta a costruire legami, che sia mossa da responsabilità e solidarietà. Una comunità che crei relazioni. La giustizia riparativa evidenzia l’interdipendenza delle persone a partire dal riconoscerne l’unicità e crea opportunità per connetterle. Accompagna tutti i soggetti attraverso l’assunzione di responsabilità personali e sociali a costruire il benessere collettivo a partire dal rispetto reciproco. Una caratteristica dei percorsi riparativi è la volontarietà e quindi è necessario che la comunità scelga di mettersi in gioco, che si ponga in atteggiamento dialogante. È comprensibile quindi l’importanza e la centralità della comunità.
Ci sembra doveroso ricordare, qui, anche il carattere preventivo della giustizia riparativa. Nel libro sono diverse le sollecitazioni a vivere secondo uno stile riparativo, così come il richiamo alla comunità a far proprio questo paradigma.

Un auspicio guardando al futuro?
L’auspicio per il futuro in estrema sintesi potrebbe essere che le Città riparative siano sempre più diffuse. Sappiamo che è un sogno ma che si può costruire con l’impegno di tutti. I passi per realizzare questo sogno sono però molto concreti. È necessario far conoscere la giustizia riparativa, parlarne in ogni luogo, come abbiamo detto sono tanti i campi di applicazione ed è vivibile in ogni luogo. Non dobbiamo pensare alla giustizia riparativa solo nei casi di reato, ma in ogni conflitto piccolo o grande possiamo riallacciare le relazioni spezzate. Importante al tempo stesso non pensare che siano azioni banali, è importante essere preparati per facilitare percorsi formativi, curare la propria crescita personale e aprirsi al dialogo.
Il paradigma della giustizia riparativa può essere uno strumento nel nostro agire quotidiano e nel nostro essere operatori Caritas. Lo abbiamo sperimentato e lo condividiamo nella pubblicazione. L’augurio, come abbiamo scritto, è che sempre meglio si possa conoscere e accogliere il potenziale di questo paradigma nella costruzione di una società disarmata e nell’implementazione di un benessere collettivo e diffuso.
Aggiornato il 10/02/26 alle ore 17:10

