20 Luglio 2026

Sviluppo sostenibile: un confronto alle Nazioni Unite

Sviluppo sostenibile, partecipazione e giustizia sociale: i temi emersi dall’HLPF 2026.

Foto credits: MASE

Nonostante il susseguirsi di crisi globali abbia spostato l’attenzione della politica internazionale, l’Agenda 2030 continua a rappresentare il principale riferimento per costruire uno sviluppo più equo e sostenibile. Ma il tempo per raggiungere gli Obiettivi si sta esaurendo. È questo il punto di partenza della Dichiarazione ministeriale adottata al termine dell’High-level Political Forum (HLPF), Forum Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite che rappresenta il ‘luogo istituzionale’ in cui si mantiene l’attenzione rispetto al perseguimento di una prospettiva di sostenibilità globale. In questa occasione che si svolge a New York nel luglio di ogni anno ci si confronta sullo stato di avanzamento degli obiettivi (per quanto sia ormai abbastanza chiaro che il concentrarsi su un obiettivo alla volta rischia di dire ben poco…), e si presentano le strategie nazionali dei diversi paesi. L’HLPF del luglio 2026 a New York è stato anche l’occasione per osservare molte importanti tendenze dei dibattiti internazionali. L’Italia ha partecipato con una delegazione ampia, espressione del governo, ma anche di molte amministrazioni territoriali, delle realtà giovanili e della società civile, con il Forum per lo Sviluppo Sostenibile: una partecipazione che ha contribuito ad animare molti momenti di riflessione e di scambio.

l’Agenda 2030 continua a rappresentare il principale riferimento per costruire uno sviluppo più equo e sostenibile. Ma il tempo per raggiungere gli Obiettivi si sta esaurendo.

Il momento più importante dell’HLPF 2026 per il nostro paese è stata la Voluntary National Review italiana, vale a dire la presentazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile. Siamo abituati a pensare che questo tipo di eventi siano in qualche modo scontati e per molti aspetti rituali. Per questo, al di là dei contenuti è importante segnalare alcuni elementi ‘non scontati’. Il primo elemento è quello relativo al modo stesso in cui la presentazione è stata realizzata con quattro voci, quella del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, quella del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, quella delle autorità territoriali – rappresentate dalla Regione Sardegna – e quella del Forum per lo Sviluppo Sostenibile. Non scontato il fatto che si sia offerto uno spazio di presenza ad una persona selezionata dal Forum — in questo caso chi scrive, in rappresentanza di Caritas Italiana e di GCAP Italia — per dare voce ad un processo complesso e non facile che tiene insieme tante realtà e anche tante sensibilità diverse. Da segnalare anche la presenza di alto livello politico, del Sottosegretario Barbaro, laddove nella precedente VNR la presenza italiana era stata assicurata da Direttori Generali dei due Ministeri coinvolti: una presenza che denota una forma di impegno, anche nel valorizzare un percorso apprezzato a livello internazionale. Per approfondire, si rimanda alla registrazione della diretta ASVIS da New York, dedicata ad approfondire questo evento. Rimane ovviamente da sviluppare un necessario spazio di attenzione anche critica sull’immagine complessiva dello ‘stato della sostenibilità in Italia’ e sulle politiche che su di essa impattano. Non si può infatti dire che vada tutto bene e che non sia necessaria un’azione di lettura delle traiettorie del nostro paese; ma è necessario leggere gli spazi possibili all’interno dei processi che vengono messi in opera.

Nel ricco programma di eventi dell’HLPF l’Italia ha promosso o copromosso molti eventi. Uno dei più importanti, intitolato ‘Future makers-Costruttori di futuro’, era dedicato al percorso di partecipazione delle giovani generazioni nella strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile italiana. Per la prima volta l’Italia presentava infatti una ‘Youth Voluntary Review’ grazie ad un percorso che ha visto anche la partecipazione di una importante componente di ragazze e ragazzi. L’iniziativa ‘Raccogliamo le idee’ ha permesso di mettere insieme proposte e aspirazioni di molti giovani, e rappresenta un primo tentativo di integrarne gli aspetti principali in una prospettiva di sviluppo sostenibile. Sullo sfondo, alcune domande importanti: qual è la condizione dei giovani oggi? In che misura le politiche pubbliche tengono realmente conto delle giovani generazioni?

Foto credits: IISD/ENB – Kiara Worth

Moltissimi eventi sono stati dedicati al tema della ‘localizzazione degli SDGs’. Sette tra Regioni, Province Autonome e Città Metropolitane erano presenti a New York con una voce all’interno della VNR italiana, e in diversi momenti del programma ufficiale, così come in molti dei ‘side events’ previsti. L’elemento da cogliere da questo punto di vista è quello di un forte coinvolgimento dei livelli di governo territoriali: sono in realtà proprio i territori a presidiare alcune delle politiche pubbliche di maggiore importanza per i cittadini: la sanità, il welfare, l’ambiente… Costruire queste politiche in termini di interconnessione tra i diversi settori nelle politiche regionali, ci permette di maturare una prospettiva diversa, ed estremamente concreta.

Una nota ulteriore su questo è necessaria: l’attenzione ai temi della localizzazione è fondamentale per costruire una consapevolezza da parte delle istituzioni e dei cittadini; ma non può in alcun modo sostituire la richiesta di politiche strutturali globali, senza le quali nessun percorso potrà essere realmente trasformativo! Per questo l’attenzione a temi come la crisi di sovraindebitamento e il processo di Siviglia, la convenzione sulla tassazione globale e altri rappresentano elementi fondamentali da monitorare.

L’attenzione ai temi della localizzazione è fondamentale per costruire una consapevolezza da parte delle istituzioni e dei cittadini; ma non può in alcun modo sostituire la richiesta di politiche strutturali globali

Il tema dei livelli minimi di protezione sociale è uno di quegli aspetti che entrano in modo sempre più significativo nel dibattito globale, ed è stato il tema di un evento virtuale organizzato dalla GCAP, una rete globale rappresentata anche nel nostro paese da GCAP Italia. Perché ‘protezione sociale’? Il tema è in qualche modo il perno attorno a cui si articola la riflessione su quello che avviene alle persone più fragili in tempi di trasformazioni profonde e veloci. Ma è un ‘tema perno’ anche perché pone il problema di come i sistemi economici spingono le persone vulnerabili verso vulnerabilità sempre più profonde, di come il sovraindebitamento sistemico limiti lo spazio fiscale per fare fronte alle necessità delle persone più vulnerabili; e di come è necessario ripensare in modo profondo i sistemi fiscali che rappresentano ancora a livello nazionale e internazionale una troppo debole capacità di sostenere un livello minimo di protezione sociale. Non più tasse, ma tasse più giuste! Ogni paese parte da un punto diverso, ed è difficile fissare standard universali: è però necessario fissare un’attenzione che si traduca per ogni paese in un cammino progressivo sempre più efficace di presa in carico delle sempre più diffuse fragilità con politiche pubbliche efficaci e finanziate in modo adeguato.

Non più tasse, ma tasse più giuste!

Foto credits: MASE

Una riflessione sulla necessità di andare oltre la crescita del prodotto interno lordo ha ricevuto una spinta importante grazie al lavoro dello Special Rapporteur delle Nazioni Unite per la Povertà Estrema, che ha recentemente presentato la sua roadmap. Il side-event dedicato alla questione testimonia di una massa critica di interesse a livello internazionale su un tema fino ad ora sostanzialmente di nicchia, ma che ora sembra guardare ad una prospettiva che guarda oltre il 2030, anno in cui la comunità internazionale dovrà elaborare un orizzonte comune al di là dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. La questione però sembra limitarsi ancora al ‘come misurare’ (tema sul quale l’Italia ha compiuto già un percorso sostanziale con l’introduzione degli indicatori BES – Benessere Equo e Sostenibile), ma non sembra porsi ancora la domanda cruciale: come uscire dal vincolo della crescita nelle politiche pubbliche? Su questo, si rimanda ancora al recente testo ‘Andare oltre la crescita economica’.

Domanda cruciale: come uscire dal vincolo della crescita nelle politiche pubbliche?

Aggiornato il 20/07/26 alle ore 17:03