18 Ottobre 2023

Tutto il bello che c’è!

Doriana e il suo Anno di Volontariato Sociale nella Caritas diocesana di Pisa. Che si è concluso con un viaggio ad Alessano, nei luoghi di don Tonino Bello

Il gruppo di giovani toscani ad Alessano

Esistono esperienze che cambiano la vita. Esperienze che entrano dentro e che dopo averle fatte niente è più come prima. Esperienze che segnano il tuo carattere per sempre e ti fanno prendere consapevolezza di quello che sei e di ciò che vuoi diventare. Esperienze che ti fanno cambiare prospettiva… punto di vista.

L’Anno di Volontariato Sociale (AVS)* con la Caritas diocesana di Pisa è stato tutto questo per me, un anno di riflessione, di conoscenza di me stessa e di come voglio relazionarmi con il mondo che mi circonda, ma soprattutto un anno in cui ho sperimentato attivamente l’importanza del “dono di sé” sul territorio e in contesti di fragilità.

Ci sono tre parole che mi vengono in mente quando penso all’anno appena trascorso: tempo, scoperta e speranza.

Doriana Rizzo (a sinistra) insieme a un’altra delle ragazze del gruppo in viaggio verso Alessano

TEMPO

Penso al tempo perché oggi tutto scorre veloce, non si ha tempo per niente e per nessuno, tutto gira intorno alla corsa per arrivare primi, secondo regole di meritocrazia che premiano solo chi ha pari opportunità e pari risorse… ma se una di queste due variabili dipendenti cambia? Cosa succede a chi rimane indietro? Cosa succede a chi ha tempi diversi? O opportunità diverse?

Siamo abituati a pensare che l’unica risposta a questa domanda sia: «Non hai corso abbastanza, non ti sei impegnato abbastanza» o ancora: «Non ci tenevi abbastanza, perché chi vuole una cosa con l’impegno la ottiene. Sempre!». In questo anno, invece, ho capito che non è così!

Che per veder germogliare un fiore c’è bisogno di tempo, di risorse e di energie personali, ma c’è anche bisogno di qualcuno che ti dedichi tempo. Tempo per ascoltarti, per indirizzarti, per farti scoprire cosa c’è di nuovo e cosa c’è di bello. Tempo per sbagliare, per pentirsi di una scelta fatta, consapevoli di avere qualcuno che cammina al tuo fianco, aspettando i tuoi tempi per sorreggerti quando e se ne avrai bisogno.

In questo anno ho donato tanto del mio tempo a progetti educativi, a sedi operative, a iniziative di volontariato o semplicemente al “lavoro da ufficio” di tutti i giorni.

Ho anche avuto, però, la grande fortuna di ricevere tanto tempo da parte degli altri… Il tempo dei giovani a scuola o nelle parrocchie, che hanno ascoltato ciò che avevamo da dire come Caritas e come Chiesa, il tempo dei miei colleghi che mi hanno supportata e sopportata durante questo anno, stimolando la mia creatività e aiutandomi nei momenti di fragilità personali, il tempo di tutti i volontari con cui ho lavorato e che hanno fatto attivamente parte di questa meravigliosa esperienza.

SCOPERTA

La seconda parola a cui penso è “scoperta”. Tutto quest’anno è stato caratterizzato da continue scoperte! Scoperte di territori, comunità, servizi, esperienze, progetti e capacità o limiti personali. Ho scoperto realtà di cui non avevo mai sentito parlare prima, racconti e testimonianze di persone che ogni giorno cercano di fare la differenza nella società, storie di fragilità, di ingiustizie e disumanità che ti fanno capire che bisogna alzarsi e mettere in moto processi di cura e di pace.

Anche dal punto di vista personale, quest’anno è stato un anno di scoperta di me stessa. Ho scoperto abilità che non credevo di avere e mi sono anche resa conto dei limiti personali su cui devo lavorare. Ho scoperto come gestire il mio carattere in relazione, e non in scontro, con l’altro mettendo al centro l’ascolto e le diverse prospettive con cui può essere vista e interpretata una determinata situazione.

Ho scoperto cosa significa credere in un progetto che si pone come obiettivo di mettere al centro gli ultimi.

Ho scoperto cosa vuol dire veramente “prendersi cura”: cura degli altri, del creato e di sé.

Quando ti prendi cura di qualcosa o di qualcuno non lo fai “part-time” e non lo fai con delle aspettative. Lo fai e basta, consapevole che l’attenzione e l’amore che ci hai messo rimarrà in circolo e sarà fonte di energia per te stesso e per l’altro perché «tutto passa, solo l’amore resta».

SPERANZA

L’ultima, ma forse più importante parola che collego all’esperienza fatta quest’anno è “speranza”. Per noi giovani la speranza è tutto. Speranza di trovare un posto nel mondo, speranza di realizzarsi, di raggiungere i propri obiettivi, di amare ed essere amati, di trovare un mondo che ci accolga e che non ci giudichi. La speranza però va alimentata e per fare questo bisogna ricercarla ogni giorno nei piccoli e nei grandi gesti.

Durante quest’anno grazie a tutte le esperienze di amore verso l’altro che ho fatto, la mia speranza di giovane donna che è in cerca di un mondo più giusto e solidale, è stata di certo alimentata.

Vedere ogni giorno, con i propri occhi, che c’è qualcuno che insieme a te condivide un sogno e investe nel creare un progetto è qualcosa che ti consente di avere il coraggio di scegliere di cambiare le cose,

di fare la differenza e di credere che un mondo migliore esiste e comincia dove inizia il tuo interesse e la tua partecipazione.

DON TONINO

Il mio anno di AVS è giunto da poco al termine e sicuramente tra i tanti ricordi ed esperienze che porterò nel cuore c’è il viaggio che ho fatto qualche giorno fa ad Alessano (LE), promosso e organizzato dalla Caritas diocesana di Firenze. Insieme ad altri venti giovani del servizio civile, dell’AVS e di YOUng Caritas ho vissuto tre giorni alla scoperta dei luoghi significativi di don Tonino Bello.

Don Tonino ha donato la sua vita agli altri, agli emarginati, ai poveri e agli esclusi. Don Tonino incontrava la gente, si interessava delle loro storie, aveva cura di tutti e faceva in modo di dedicare a ciascuno abbastanza tempo. Don Tonino credeva nei giovani e dava loro speranza e coraggio, per appassionarsi alla loro età così da “cambiare il mondo e non lasciarlo cambiare agli altri”, per essere critici, per avere coscienza e per non omologarsi alla mentalità corrente.

Una sosta presso la tomba di don Tonino Bello

Quando conosci la vita e le opere di Don Tonino, è facile rimanerne colpito e affascinato. Conoscere e visitare il territorio e i luoghi che lo hanno visto crescere e diventare quello che è diventato, è stato emozionante e mi ha fatto riflettere su come

un singolo uomo, se vuole, può fare la differenza per un intero territorio e per un’intera comunità.

* L’Anno di Volontariato Sociale è un’esperienza proposta dalla Caritas fin dagli anni ’80 e rivolta alle ragazze – nonché ai ragazzi non soggetti agli obblighi di leva. Consiste nello svolgere un anno di servizio a tempo pieno e gratuito.

Aggiornato il 25/10/23 alle ore 08:01