Costruire connessioni
Quando si parla di sostenibilità, il rischio è spesso quello di immaginare un tema distante dalla vita quotidiana delle comunità. Eppure, basta guardare più da vicino per accorgersi che molte delle sfide che attraversano oggi i territori hanno al tempo stesso una dimensione sociale e una ambientale. La difficoltà di accedere a un’abitazione adeguata, il peso delle bollette energetiche, la precarietà del lavoro agricolo, la scarsità d’acqua, lo spopolamento delle aree interne o l’impatto degli eventi climatici estremi non sono questioni separate. Sono tasselli di una stessa realtà complessa, che interpella sempre più da vicino anche il mondo delle Caritas, perché l’attenzione ai poveri deve essere portata anche laddove le povertà prendono forme nuove.
Da questa consapevolezza nasce RISE – Reti Inclusive per la Sostenibilità e l’Equità, un progetto promosso da Caritas Italiana, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che punta a rafforzare le competenze, le reti territoriali e la partecipazione ai processi decisionali nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Un percorso che in questi mesi sta muovendo i primi passi in Puglia, regione pilota dell’iniziativa.
L’8 giugno, a Monopoli, rappresentanti delle Caritas di Andria, Monopoli-Conversano, Altamura, Otranto, Bari, Barletta-Trani, Foggia, Ugento-Santa Maria di Leuca, Molfetta e San Severo si sono incontrati per una giornata di formazione e lavoro laboratoriale. Non un semplice momento di approfondimento, ma l’inizio di un cammino condiviso per leggere il territorio attraverso una lente nuova: quella delle connessioni tra vulnerabilità sociali e ambientali e del contributo che il mondo Caritas può offrire ai percorsi di sviluppo sostenibile.

I lavori hanno preso avvio da una domanda semplice: quali fragilità osserviamo nei nostri territori? Le risposte hanno restituito una fotografia ricca e articolata della Puglia di oggi. Sono emersi temi comuni a molte realtà: la precarietà del lavoro legata alla stagionalità del turismo e dell’agricoltura, le difficoltà economiche che limitano l’accesso alle misure per la transizione energetica, la scarsità d’acqua, gli incendi, le emergenze ambientali e sanitarie, il fenomeno dell’azzardo. Accanto a queste criticità, altre più specifiche di alcuni contesti, come la diffusione della xylella, la presenza delle ecomafie, la crisi abitativa, lo spopolamento delle aree interne e la mancanza di adeguati rifugi climatici.
Più che l’elenco dei problemi, però, a colpire è stata la possibilità di leggerli in relazione tra loro. Questioni che spesso vengono affrontate separatamente hanno iniziato a comporre un quadro più ampio, nel quale le fragilità sociali e quelle ambientali si intrecciano e si rafforzano reciprocamente.
È proprio questo il punto di partenza di RISE: riconoscere che non esistono crisi isolate, ma sfide complesse che richiedono uno sguardo integrale e la capacità di costruire connessioni.
La giornata è stata anche l’occasione per incontrare Gabriella Calvano, coordinatrice del gruppo Partecipazione del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile della Puglia. Un momento di confronto con cui si avvia un percorso per avvicinare le comunità ai processi decisionali. Portare la voce dei poveri nei luoghi dove si costruiscono le strategie: questa è la sfida del progetto RISE.
Spazio di confronto e partecipazione
Ed è forse qui che emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto. RISE non nasce soltanto per approfondire alcuni temi o per aggiungere nuove attività ai percorsi già esistenti. Nasce per offrire alle Caritas uno spazio nuovo di confronto, formazione e partecipazione. Un’opportunità per leggere in modo diverso le fragilità che attraversano i territori, costruire alleanze con altri attori locali e contribuire ai processi attraverso cui si definiscono le strategie di sviluppo sostenibile.
La scoperta più interessante della giornata non è stata l’emersione di nuove criticità, ma la possibilità di riconoscere come esperienze spesso considerate separate possano dialogare tra loro e trovare uno spazio di rappresentanza nei processi decisionali. In questo senso, RISE prova a ridurre una distanza che spesso appare inevitabile: quella tra ciò che accade quotidianamente nei territori e i luoghi in cui si progettano le politiche pubbliche.
Il percorso è ancora agli inizi e molte delle sue pagine restano da scrivere. Ma la giornata di Monopoli ha mostrato come esista, nelle comunità locali, il desiderio di mettersi in ascolto dei cambiamenti in corso e di costruire risposte condivise. Una sfida che riguarda la sostenibilità, ma anche la partecipazione: perché le transizioni saranno davvero giuste soltanto se sapranno coinvolgere le persone e i territori che troppo spesso restano ai margini dei processi decisionali.
Aggiornato il 17/06/26 alle ore 10:54

