Il futuro si coltiva
Quando si parla di diritto al cibo, l’attenzione si concentra spesso sull’accesso ad alimenti sani e nutrienti, sul reddito degli agricoltori o sull’impatto delle politiche alimentari sulle persone più vulnerabili. Ma il diritto al cibo comincia ancora prima, dalla possibilità stessa di produrre cibo. A prima vista può sembrare una questione riservata agli addetti ai lavori. In realtà riguarda tutti noi.
È da questa consapevolezza che nasce una delle richieste della campagna Good Food 4 All: sostenere l’agroecologia contadina e i sistemi sementieri contadini. Garantire il diritto al cibo non significa soltanto assicurare che vi siano alimenti sufficienti per tutti, ma creare le condizioni affinché il cibo possa continuare a essere prodotto nel tempo, nel rispetto delle persone e dell’ambiente. In un contesto segnato dalla crisi climatica, questo significa costruire sistemi alimentari più resilienti, capaci di affrontare gli shock climatici senza compromettere il diritto delle generazioni presenti e future a un’alimentazione adeguata.
Per comprendere il valore dei semi occorre partire da un dato di fatto: la capacità dell’agricoltura di adattarsi a un clima che cambia dipende anche dalla biodiversità. La disponibilità di varietà differenti consente infatti di rispondere meglio agli effetti della crisi climatica. Al contrario, quando questa diversità si riduce, anche i sistemi alimentari diventano più fragili.
È quanto emerge anche dai dati della FAO, secondo cui, nel corso dell’ultimo secolo, è andato perduto circa il 75% della diversità genetica delle colture agricole. Non si tratta soltanto di perdere alcune varietà vegetali. Significa ridurre progressivamente le risorse su cui l’agricoltura può contare per adattarsi ai cambiamenti ambientali. In altre parole, perdere biodiversità significa perdere capacità di risposta proprio nel momento in cui il cambiamento climatico rende questa capacità sempre più necessaria.
La crisi climatica rende questa sfida ancora più urgente. Sistemi agricoli fondati su un numero limitato di varietà e su un uso intensivo delle risorse naturali sono oggi più vulnerabili agli shock climatici. La perdita di biodiversità non è quindi soltanto una questione ambientale: è una questione di sicurezza alimentare e di giustizia sociale
Per questo la campagna Good Food 4 All chiede che le politiche pubbliche sostengano l’agroecologia contadina e i sistemi alimentari territoriali, rafforzando le economie locali e restituendo centralità al lavoro degli agricoltori. Allo stesso tempo, promuovere i sistemi sementieri contadini significa riconoscere il diritto degli agricoltori a conservare, scambiare e sviluppare le sementi, contribuendo a preservare quella biodiversità da cui dipende la capacità dei sistemi alimentari di affrontare le sfide del cambiamento climatico.
Il diritto al cibo non si misura soltanto dalla quantità di alimenti disponibili, ma anche dalla capacità dei nostri sistemi alimentari di continuare a produrli in un mondo che cambia. Difendere la biodiversità, sostenere le comunità contadine e promuovere l’agroecologia significa investire nella capacità dei nostri sistemi alimentari di affrontare le sfide del presente e garantire, oggi e domani, il diritto al cibo per tutti.
Aggiornato il 30/07/26 alle ore 15:02

