02 Aprile 2024

Letteratura “in campo”

Da qualche settimana, anche in Italia come nel resto d’Europa, assistiamo ad una mobilitazione degli operatori del comparto agricolo. Produttori che coltivano i propri terreni e rivendicano (a giusta ragione), un modello contadino agro-ecologico e solidale quale l’unico che può dare nel medio/lungo termine un reddito alle famiglie e cibo buono e di qualità. E’ stata l’occasione per porre in risalto quanto da sempre i contadini siano una presenza forte e che non si è mai sentito il bisogno di investigarne e comprenderne la posizione, il ruolo o la stessa esistenza. Ma negli ultimi due secoli, nell’epoca delle trasformazioni industriali, qualcosa è cambiato: i contadini sono stati considerati una figura sociale in estinzione o da eliminare, in quanto ostacolo al cambiamento. “Quella che per secoli, addirittura per millenni, è stata la più comune forma di vita degli uomini, cioè la vita del contadino, sotto i nostri occhi, è diventata oggi un oggetto da museo”, È una crisi che fa poco rumore, come un’emorragia interna, profonda e strisciante, poiché è segnata da una storia di abbandono. Lo spopolamento delle campagne è in parte frutto del disamore delle nuove generazioni nei confronti dell’attività agricola, attirate da percorsi formativi apparentemente più attrattivi perché “di tendenza”.


Ma Daniele Garota Il contadino e il suo mondo (Arianna Editrice, pagine 184) offre spunti e suggerimenti a tutti coloro che stanno abbracciando un nuovo stile di vita, quello della sostenibilità, della decrescita e dell’equilibrio tra uomo e terra. Ma all’alba del terzo millennio, il mondo contadino non è affatto in decrescita; al contrario, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, si assiste a fenomeni complessi di ritorno a un modo contadino di fare agricoltura, Jan Douwe Van der Ploeg I nuovi contadini. Agricoltura e globalizzazione (Donzelli, pagine 403) analizza e descrive il riemergere del fenomeno contadino, le cui proposte interpellano in modo globale la nostra società. In Italia e nel mondo, un numero sempre maggiore di contadini e piccoli agricoltori si organizzano in reti per difendere l’agricoltura contadina e i suoi attori, uomini e donne che da sempre coltivano la terra prima di tutto per vivere dei suoi frutti e solo poi per farne commercio. Sono loro che possono davvero garantire la sicurezza alimentare nel mondo.

Per Davide Ciccarese I semi e la terra (Altreconomia, pagine 160) i contadini. sono i “custodi” dei veri valori: la terra fertile, la diversità agricola, il rispetto dell’ambiente. La Chiesa, attraverso lettere encicliche, messaggi pontifici ed altri documenti, ha sempre considerato il mondo dell’agricoltura e come scrisse Papa Giovanni XXIII nella Lettera enciclica Mater et Magistra (1961) “…..quanti lavorano la terra non abbiano un complesso di inferiorità; siano invece persuasi che anche nell’ambiente agricolo-rurale possono affermare e sviluppare la loro persona attraverso il loro lavoro e guardare fiduciosi l’avvenire”..