06 Aprile 2026

Mensa scolastica, spazio di equità

La povertà alimentare colpisce ancora molti bambini in Europa e in Italia, rendendo la mensa scolastica un presidio essenziale contro disuguaglianze nutrizionali ed educative. Oggi il problema riguarda soprattutto la qualità del cibo. La campagna Good Food 4 All chiede all’Unione Europea di assicurare a tutti i bambini pasti sani, accessibili e sostenibili, fino alla gratuità per i più vulnerabili.

In Europa, una delle regioni più ricche del pianeta, ci sono ancora bambini che vanno a scuola affamati. Non è un’immagine retorica, ma una realtà concreta: in Italia, il 5,6% dei minori non consuma almeno un pasto proteico adeguato al giorno e una famiglia su dieci con figli vive sotto la soglia di povertà assoluta.

Per questi bambini, la mensa scolastica rappresenta uno strumento essenziale di tutela: spesso è il luogo in cui consumano il pasto più completo – se non l’unico adeguato – della giornata.

Questi dati rendono la mensa scolastica non un semplice servizio accessorio, ma un presidio fondamentale contro la povertà alimentare ed educativa. Quando i bisogni fondamentali non vengono soddisfatti fin dall’infanzia, le disuguaglianze si radicano e protraggono nel tempo. In questo senso, l’iniziativa Good Food 4 All, richiama la necessità di garantire ad ogni bambino un punto di partenza equo, indipendentemente dalla propria condizione.

La nuova povertà alimentare

Se in passato la povertà alimentare era associato principalmente alla carenza di cibo, oggi riguarda sempre di più l’accesso a un’alimentazione adeguata, sana e nutriente. Nelle fasce a basso reddito si registra una maggiore diffusione di cibi ultra-processati, economici ma poveri di qualità nutrizionale.

La mensa scolastica può contribuire a colmare questo divario, offrendo a tutti i bambini un pasto equilibrato e riducendo le disuguaglianze nelle opportunità di crescita.

Come evidenziato dalla campagna UNESCO “Eat Well, Learn Well” (2025), esiste una correlazione diretta tra stato nutrizionale e capacità di apprendimento. Nutrizione ed educazione sono quindi dimensioni strettamente intrecciate.

Nei contesti di maggiore svantaggio, garantire un pasto a scuola significa creare le condizioni per apprendere, sostenere la frequenza scolastica, migliorare la concentrazione e favorire la partecipazione. Non si tratta solo di nutrire, ma di permettere ai bambini di essere parte attiva della stessa comunità scolastica.

Come sottolineato anche dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Relazione al Parlamento, 2023), il pasto consumato a scuola incide non solo sullo stato nutrizionale, ma anche sulla capacità di apprendere e partecipare.

Il ruolo strategico del settore agricolo

Un punto centrale della campagna Good Food 4 All riguarda il legame tra la scuola e il sistema agricolo locale. Una mensa sostenibile non si limita a fornire pasti, ma attiva una filiera economica virtuosa e promuove modelli di consumo più consapevoli.

Coinvolgere i bambini nella comprensione delle filiere alimentari significa formare cittadini attenti all’impatto delle proprie scelte sul pianeta e sulla società. In questa prospettiva, la mensa scolastica può essere letta come una vera e propria infrastruttura sociale: uno spazio che rafforza i legami comunitari e contribuisce a una cultura del vivere sostenibile.

Investire nella refezione scolastica significa non solo garantire un pasto, ma sostenere un modello di sviluppo più equo, che parte dai bisogni dei più piccoli.

Un esempio virtuoso: Slow Food Galizia

Un esempio concreto di questo approccio è rappresentato dall’esperienza di Slow Food Galizia, dove la mensa scolastica viene ripensata come infrastruttura educativa e comunitaria. In linea con le raccomandazioni UNESCO, che invitano a porre la scuola al centro della promozione di comportamenti alimentari sostenibili, il progetto integra pasti di qualità con percorsi educativi strutturati.

Nel menu vengono inseriti prodotti DOP, IGP e biologici, garantendo qualità nutrizionale e accessibilità. Allo stesso tempo, i bambini sono coinvolti attivamente attraverso degustazioni guidate, laboratori sensoriali, visite presso aziende agricole e attività didattiche.

Il pasto diventa così un’esperienza di apprendimento che collega ciò che si mangia alla sua origine, ai processi produttivi e agli impatti ambientali. Esperienze che dimostrano che la mensa scolastica può essere molto più di un servizio: può diventare uno spazio educativo, inclusivo e capace di generare equità.

Oggi, per molti bambini, la mensa scolastica è il luogo in cui si consuma il pasto più importante della giornata. Eppure, troppo spesso, la qualità del cibo servito dipende più dai vincoli di bilancio che dai loro reali bisogni nutrizionali.

Per questo è necessario un cambio di prospettiva. Chiediamo all’Unione Europea di adottare un regolamento sugli acquisti alimentari sostenibili che obblighi gli Stati membri a garantire, in tutte le scuole pubbliche, l’accesso a pasti sani, nutrienti, sostenibili e a prezzi accessibili, fino alla gratuità per i bambini più vulnerabili.

Aggiornato il 06/04/26 alle ore 17:32