03 Marzo 2026

Il diritto al cibo non è (ancora) per tutti

L’iniziativa dei cittadini europei – GOOD FOOD 4 ALL – per garantire il diritto al cibo nell’Unione Europea

In Europa milioni di persone non hanno accesso ad un’alimentazione adeguata, sicura e nutriente: ad oggi, più di un europeo su cinque sperimenta purtroppo condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. 

I dati più recenti sulla povertà in Italia (Istat) ci dicono che oltre 5,6 milioni di persone vivono in povertà assoluta, e che circa 2,2 milioni di famiglie non dispongono delle risorse necessarie per una vita dignitosa. In questo scenario, il diritto al cibo non è garantito: negli ultimi anni, l’aumento vertiginoso dei prezzi ha reso sempre più difficile sostenere una dieta adeguata – secondo studi recenti condotti dall’Istat più del 10% delle famiglie ha dichiarato di aver ridotto la qualità della propria dieta per motivi economici.

Non si tratta quindi solo di quantità, ma di qualità e di libertà di scelta.  

Questa condizione non riguarda solo chi vive in condizioni di povertà estrema: tocca anche persone che pur lavorando non riescono a sostenere spese alimentari che garantiscano un’adeguata qualità nutrizionale. 

In molti Paesi ad alto reddito, Italia compresa, si pensa che il problema dell’accesso al cibo non esista. Eppure, sebbene i nostri sistemi alimentari producano più del nostro fabbisogno effettivo, il diritto ad un’alimentazione adeguata non è garantito per tutti. Questo paradosso si manifesta con chiarezza: l’abbondanza complessiva non si traduce automaticamente in accesso equo – una dieta sana e nutriente diventa sempre più costosa e difficile da sostenere per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Il costo crescente della vita e l’aumento dell’inflazione dei prezzi alimentari stanno rendendo sempre più difficile garantire il diritto al cibo, con effetti che vanno oltre la semplice disponibilità economica. Quando parliamo di insicurezza alimentare, infatti, dobbiamo considerare un fenomeno complesso e multidimensionale: non ci riferiamo solo alla carenza di cibo in senso quantitativo, ma anche di limitazioni nell’accesso economico, fisico e sociale a questo diritto. 

Per questo è necessario andare oltre: se il cibo è un diritto, questo diritto deve essere recepito all’interno della normativa Europea. 

Caritas Italiana, ha aderito all’iniziativa dei cittadini europei Good Food 4 All – sostenuta da molte altre organizzazioni della società civile. Tutti possiamo contribuire con una firma a questa campagna, che intende portare davanti alla Commissione Europea 16  proposte – molto articolate – per riaffermare il diritto al cibo come diritto fondamentale e chiederne il riconoscimento nel quadro normativo dell’Unione Europea. Riconoscere questo diritto nel quadro normativo dell’UE significa dotarsi di uno strumento concreto per contrastare le dinamiche che ad oggi rendono un’alimentazione sana sempre più difficile per molte famiglie. 

L’unico modo che abbiano per garantire accessibilità economica ed equità lungo la filiera, insieme ad una maggiore protezione per i cittadini più vulnerabili è intervenire in modo strutturale sulle regole che governano i sistemi alimentari, promuovendo maggiore trasparenza nei mercati e contrastando le distorsioni che incidono sull’aumento dei prezzi.

Questa adesione non è una semplice petizione, ma un vero e proprio atto di cittadinanza. Non solo quindi un gesto simbolico, ma una scelta coerente con l’impegno quotidiano di chi ogni giorno porta avanti servizi spesso indispensabili, ma è consapevole della necessità di affrontare le cause profonde dell’insicurezza alimentare.

Le reti di solidarietà: fondamentali ma non sufficienti

Le mense, gli empori solidali e i servizi di distribuzione alimentare Caritas rappresentano una risposta concreta e indispensabile. Offrono sostegno immediato, costruiscono relazioni e restituiscono dignità a chi vive situazioni di fragilità. L’impegno necessario è quello dell’ accompagnamento e della promozione della persona. Questo implica un’azione che unisca prossimità e risposta immediata, con un impegno per un cambiamento strutturale. Partecipare alla campagna significa contribuire a questo cambiamento.

L’adesione alla campagna Good Food 4 All si inserisce in questa prospettiva. L’iniziativa individua 16 obiettivi concreti per costruire sistemi alimentari più equi e sostenibili, chiedendo all’Unione europea di riconoscere e tutelare il diritto al cibo: un primo passo significativo per affrontare in modo sistemico una questione che riguarda milioni di persone anche nel nostro Paese. Per raggiungere questo risultato sarà necessario raccogliere un milione di firme in almeno 7 paesi europei nel corso del 2026: un obiettivo ambizioso ma che può essere raggiunto con l’impegno di tutti. 

Garantire l’accesso a un’alimentazione adeguata non è soltanto una questione economica: è una questione di dignità e di giustizia sociale. Le reti di solidarietà restano un pilastro essenziale, ma la sfida è costruire condizioni strutturali che rendano il diritto al cibo una realtà per tutti.

Aggiornato il 03/03/26 alle ore 10:13